Sam Claflin parla della scena con gli ibridi e dei possibili prequel della saga


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Intervistato da Sci Fi Now, Sam Claflin (Finnick) ha parlato dell’ultimo capitolo di Hunger Games, dei combattimenti con gli ibridi, delle sue idee per i possibili spin-off della saga e di tanto altro ancora. Leggete la nostra traduzione all’interno dell’articolo.

Sui combattimenti e le scene d’azione:

Gli ibridi-lucertola del trailer sono spettacolari. In quelle scene hai recitato con qualcuno che si fingeva un ibrido?
“Sì! Gli stuntmen sono incredibili. Indossavano tutti delle tute bianche aderenti con dei piccoli puntini neri sopra. Per me, avere la possibilità di combattere con persone reali è stato molto d’aiuto, a differenza della scena con le scimmie de La Ragazza di Fuoco, in cui non c’era assolutamente niente. Combattere con l’aria si era rivelato piuttosto difficile sia per noi che per il team degli effetti visivi.”

Hai mai fatto male a qualcuno durante le riprese dei combattimenti?
“È successo un paio di volte con gli stuntment. Finnick passa la maggior parte del suo tempo a combattere e io mi sono rotto un dito quando giravamo La Ragazza di Fuoco, durante le prove. È stato un incidente: mi era stato detto che il mio gancio sinistro era troppo debole e aveva bisogno di un po’ di pratica. Così ho deciso di mostrare loro quanto potevo essere forte e mi sono ritrovato a colpire con un pugno la tempia di uno stuntman. Lui ha fatto un passo indietro e si è dovuto sedere per un attimo… Io mi sono rotto un dito”.

Finnick ha passato molto tempo nel Distretto 13. Ti è piaciuto uscire e combattere di nuovo?
“È una storia divertente. Per quanto fantastico sia il mio tridente, una parte di me era arrabbiata perché non potevo mai sparare, mentre tutti gli altri ragazzi hanno un’arma. Mi sentivo abbastanza inutile. Correvo tutt’intorno con il tridente in mano pensando: ‘Non posso usarlo contro nessuno in questo momento!’, eccetto nel combattimento corpo a corpo. Tutti avevano mitragliatrici e potevano sparare a miglia di distanza. Io, invece, ero bloccato con il tridente, nulla più di una forchetta appuntita sullo sfondo”.

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Sui possibili prequel delle saga:

“Ci sono così tante possibilità differenti sulle storie che potrebbero realizzare. La storia di Haymitch è una di quelle che reputo più interessanti: come ha vinto e cosa gli è accaduto dopo. Credo anche che l’inizio degli Hunger Games sia una storia che possa essere raccontata, su come e perché sono cominciati. […] I primi giochi devono aver sollevato numerose proteste. Avrebbero mandato per la prima volta a morire 24 ragazzi. Nonostante tutto, qualcuno ha preso la decisione di andare avanti”.

E perché non uno sguardo alle origini di Finnick Odair?
“Penso di essere un po’ vecchio per quello! [Ride]. Credo che la parte più interessante della sua storia sia la vittoria agli Hunger Games all’età di 14 anni… Ma sono troppo vecchio per questa parte. Potrei interpretare il padre di Finnick magari, anche se non penso sia un personaggio così interessante da meritare una storia tutta sua. E non so neanche quanto siano buone le mie capacità recitative per quella parte… Be’ potrebbero sempre ricrearmi in digitale”.

Sul suo ruolo nella rivoluzione:

Riavere indietro Annie ha reso Finnick più coinvolto nella guerra?
“Sì, Finnick protegge le persone. In ogni momento della storia, lui fa tutto il possibile non solo per proteggere se stesso, ma tutti quelli che ha attorno. Vuole rendere il mondo un posto migliore e più sicuro”.

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