La mitologia nella saga di Hunger Games


Nella trilogia di Hunger Games uno degli intenti dell’autrice era riprendere elementi storici e mitologici appartenenti alla cultura greca e romana, riletti e modificati, però, in chiave moderna. Eccoli nel dettaglio:

IL MITO DI TESEO

La leggenda greca narra che Minosse, re di Creta, dopo aver vinto una guerra contro Atene, stabilì che ogni nove anni (uno, in alcune versioni) sette ragazzi e sette ragazze provenienti dalla sconfitta città rivale venissero mandati a Creta come sacrificio per il Minotauro, gigantesca e mostruosa creatura per metà toro e per metà uomo. I giovani, offerti come tributo pagato dalla città in segno di sottomissione e sconfitta, si recavano nel Labirinto di Cnosso dove era rinchiuso il Minotauro e lì venivano divorati dal mostro. In una delle spedizioni sacrificali, il giovane Teseo, figlio del re di Atene, si offrì volontario con l’intento di sconfiggere e uccidere il mostro una volta per tutte. Arrivato a Creta, grazie all’aiuto di Arianna e della matassa di filo che gli permetterà di ritrovare l’uscita del labirinto, riesce a uccidere il Minotauro e a liberare i giovani ateniesi.

Questo mito è, di fatto, la storia che più di ogni altra ha ispirato Suzanne Collins. I riferimenti e i collegamenti con la trilogia sono piuttosto chiari: Creta è la nostra Capitol City, che, dopo aver sconfitto tutti gli altri Distretti nella ribellione insorta molti anni prima contro la capitale, ordina che ogni anno un ragazzo e una ragazza di età compresa dai 12 ai 18 anni, i “tributi”, appartenenti a uno dei 12 Distretti, vengano spediti nell’Arena a combattere uno contro l’altro fino alla proclamazione di un unico vincitore. Il Labirinto di Cnosso può essere poi associato all’Arena, luogo da cui è praticamente impossibile uscire vivi e dimora di un mostro. Oltre ad alcuni esseri mostruosi che attendono i nostri tributi nell’Arena, cosa può essere ritenuto più spaventoso di ragazzi che si uccidono a vicenda? Due tipi diversi di mostri, ma altrettanto terrificanti. Infine, Teseo, proprio come Katniss, è il giovane eroe che si offre volontario in questa missione suicida e che svincola la sua città da questo sacrificio.

Suzanne Collins ha detto di essere molto appassionata di mitologia greca e che il mito di Teseo era in assoluto uno dei suoi preferiti. Fin da piccola è sempre rimasta molto colpita da questo mito, trovandolo decisamente spietato, perché ritiene che, per punire degli uomini per il loro atto di insubordinazione, non ci sia cosa peggiore che uccidere i loro figli.

I GIOCHI DEI GLADIATORI

Susanne Collins parla di tre elementi necessari perché una competizione come quella dei gladiatori possa avere luogo: un governo forte, totalitario e privo di qualsiasi forma di pietà, persone costrette a combattere fino alla morte e un intrattenimento molto popolare tra il pubblico.

È impossibile non notare come l’idea degli Hunger Games sia simile ai Giochi dei Gladiatori, persone, in genere reclutate tra schiavi, criminali e prigionieri di guerra, obbligate a lottare tra di loro per il divertimento degli spettatori, che spesso erano tenuti a esprimere il proprio gradimento nei confronti di coloro che gareggiavano. I gladiatori che avevano particolare successo, a volte, potevano venire assolti dall’obbligo di combattere ancora e, in alcuni casi, passavano dalla condizione di schiavi a quella di cittadini dell’Impero; ottenere la cittadinanza romana equivaleva ad appartenere a una classe sociale più elevata. Chi vince gli Hunger Games diventa ugualmente una sorta di privilegiato: soggiorna nel Villaggio dei Vincitori del proprio Distretto e viene circondato da gloria e ricchezza.

L’ANTICA ROMA

Suzanne Collins in persona ha più volte confermato che lo stato di Panem è ispirato all’antica Roma.

‘Panem et Circenses’ (pane e giochi del circo) è un’espressione latina attribuita al poeta satirico Giovenale, usata per descrivere la società in cui viveva, che indicava l’ottenimento del consenso del popolo attraverso elargizioni di cibo e denaro e alcuni svaghi creati con l’unico scopo di divertirlo. L’unica cosa che davvero contava per il popolo era avere il pane e gli spettacoli di intrattenimento. La formula del ‘Panem et Circenses’ si rivelò un meccanismo di potere veramente efficace per addomesticare i cittadini, assicurarsi il loro favore e annientare i loro malumori, una tecnica politica utile a mantenere il popolo felice e docile.

Esattamente quello che fa Capitol City con l’edizione annuale degli Hunger Games: intrattenere i cittadini e distrarli dai reali problemi della nazione. L’intero stato di Panem, in cui tutti i Distretti provvedono ai bisogni degli abitanti della capitale, è una chiara allusione all’Impero Romano, e la ribellione e la conseguente invasione di Capitol City rievoca distintamente la fine dell’Impero stesso.

I nomi dei personaggi della saga (basti pensare a Caesar e a molti altri) sono nomi presi in prestito dalla storia dell’antica Roma, in particolare sono legati all’epoca di Giulio Cesare, o in alcuni casi anche della Grecia classica.

  • Per un approfondimento completo sull’etimologia e l’origine dei nomi dei personaggi visitate questa sezione.

7 commenti a “La mitologia nella saga di Hunger Games

  1. Bellissimo approfondimento! Se posso vorrei anche aggiungere che, riguardo al mito di Teseo, si potrebbe sottolineare la somiglianza tra i fatti riguardanti la matassa di filo di Arianna che aiuta Teseo ad uscire dal labirinto e salvare i tributi ateniesi e il rocchetto di filo elettrico di Beetee che aiuta Katniss a infrangere il campo di forza intorno all’Arena.

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