Chi è il protagonista del prequel di Hunger Games? Leggi l’estratto in italiano


Hunger Games  Illustration by Charles Chaisson for EW

The Ballad of Songbirds and Snakes, l’attesissimo romanzo prequel nato dalla penna di Suzanne Collins e ambientato 64 anni prima di Hunger Games, rivela oggi il suo protagonista. Se siete tra quelli che non riusciranno ad aspettare l’uscita del libro (fissata per maggio 2020) vi proponiamo qui un estratto esclusivo pubblicato da Entertainment Weekly, con la traduzione italiana.

THE BALLAD OF SONGBIRDS AND SNAKES di SUZANNE COLLINS
ESTRATTO IN ITALIANO
© Riproduzione riservata Distretto12.it

La grande scalinata che portava all’Accademia poteva contenere l’intero corpo studentesco, quindi ospitava facilmente il flusso di funzionari, professori e studenti che si dirigevano verso le celebrazioni per il giorno della Mietitura. Coriolanus salì lentamente, ostentando una solennità disinvolta nel caso in cui avesse attirato l’attenzione di qualcuno. Le persone lo conoscevano, o almeno conoscevano i suoi genitori e i suoi nonni, e si aspettavano un certo standard da uno Snow. Quest’anno, proprio quel giorno, sperava anche di ottenere un riconoscimento personale. Fare da mentore negli Hunger Games sarebbe stato il suo progetto finale prima di diplomarsi all’Accademia in piena estate. Se avesse dato una prestazione degna di nota come mentore, con il suo eccezionale curriculum accademico, Coriolanus avrebbe dovuto ricevere un premio in denaro abbastanza sostanzioso da coprire le sue lezioni all’Università.

Ci sarebbero stati ventiquattro tributi, un ragazzo e una ragazza per ciascuno dei dodici Distretti sconfitti, estratti a sorte per essere gettati in un’arena a combattere fino alla morte negli Hunger Games. Tutto era previsto dal Trattato del Tradimento che aveva posto fine ai Giorni Bui della ribellione dei Distretti, una delle tante punizioni date ai ribelli. Come in passato, i tributi sarebbero stati scaricati nella Capitol Arena, un anfiteatro ormai fatiscente che prima della guerra era stato utilizzato per eventi sportivi e di intrattenimento, insieme ad alcune armi per uccidersi a vicenda. La visione del programma era incoraggiata da Capitol City, ma molte persone la evitavano. La vera sfida era rendere i giochi più coinvolgenti.

Con questo proposito in mente, per la prima volta ai tributi sarebbero stati assegnati dei mentori. Ventiquattro studenti dell’ultimo anno, i migliori e i più brillanti dell’Accademia, erano stati scelti per questo incarico. I dettagli su ciò che il loro ruolo comportava erano ancora in fase di elaborazione. Si parlava di preparare ogni tributo per un’intervista personale, forse dargli una sistemata per le telecamere. Tutti erano d’accordo sul fatto che, se gli Hunger Games dovevano continuare, avrebbero dovuto evolversi in un’esperienza più significativa, e l’abbinamento della gioventù di Capitol con i tributi dei Distretti avrebbe sicuramente incuriosito le persone.

Hunger Games  Illustration by Charles Chaisson for EW

Coriolanus si fece strada attraverso un’entrata drappeggiata da stendardi neri, lungo un passaggio a volta, e nella vasta Heavensbee Hall, dove avrebbero assistito alla trasmissione della cerimonia della Mietitura. Non era affatto in ritardo, ma la sala era già gremita di professori, studenti e un certo numero di funzionari dei Giochi che non erano richiesti per la trasmissione della giornata di apertura.

I senza-voce si aggiravano tra la folla con vassoi di posca, un intruglio di vino acquoso corretto con miele ed erbe. Era una versione inebriante della sostanza acida che aveva sostenuto Capitol City durante la guerra, apparentemente respingendo la malattia. Coriolanus prese un calice e mise in bocca un po’ di posca, sperando di sciacquare via ogni traccia di cavolo dall’alito. Ma si concesse un solo sorso. Era una bevanda più forte di quanto pensasse la maggior parte della gente, negli anni precedenti aveva visto studenti rendersi ridicoli bevendone troppa.

Il mondo pensava ancora che Coriolanus fosse ricco, ma la sua unica vera moneta era il fascino, che sparse attorno liberamente mentre si faceva strada tra la folla. I volti si illuminarono mentre distribuiva saluti amichevoli sia agli studenti che agli insegnanti, chiedendo dei membri della loro famiglia, lasciando cadere complimenti qui e là. “La tua lezione sulla rappresaglia distrettuale mi ha affascinato.” “Adoro la tua frangia!” “Com’è andata la chirurgia alla schiena di tua madre? Be’, dille che è la mia eroina “.

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Dean Casca Highbottom, l’uomo a cui si attribuiva la creazione degli Hunger Games, stava supervisionando personalmente il programma dei mentori. Si presentò agli studenti con tutta la verve di un sonnambulo, con gli occhi sognanti e, come al solito, assuefatto dalla morfamina. Il suo fisico un tempo piacevole era rinsecchito e caratterizzato da pelle cascante. La precisione di un recente taglio di capelli e di un completo nuovo aveva solo attirato ulteriormente l’attenzione sul suo deterioramento. Grazie alla sua fama di inventore dei Giochi, riusciva ancora a mantenere debolmente salda la sua posizione, ma si vociferava che la Commissione dell’Accademia stesse perdendo la pazienza.

“Ehi voi,” sbottò, agitando un pezzo di carta spiegazzato sopra la testa. “Sto leggendo.” Gli studenti fecero silenzio, provando a sentirlo al di sopra del baccano della sala. “Leggi un nome, poi a chi viene assegnato. Giusto? Sì, bene. Distretto Uno, il ragazzo, va a… ” Dean Highbottom strizzò gli occhi verso il foglio, sforzandosi per metterlo a fuoco. “Occhiali”, borbottò. “Li ho dimenticati.” Tutti fissarono gli occhiali, già appollaiati sul naso, e attesero che le dita li trovassero. “Ah, eccoli. Livia Cardew.”

Il piccolo viso appuntito di Livia si aprì in un ghigno e lei sollevò il pugno in aria in segno di vittoria, esclamando “Sì!” con la sua voce stridula. Era sempre stata incline all’autocompiacimento. Come se l’appetibile assegnazione fosse dovuta a lei, e non alla madre che gestiva la più grande banca di Capitol City.

Coriolanus avvertì crescere la disperazione mentre Dean Highbottom continuava a leggere con esitazione la lista, assegnando a ogni ragazzo e ragazza di ciascun Distretto un mentore. Dopo dieci anni, era emerso uno schema. I Distretti 1 e 2, meglio nutriti e più vicini a Capitol, avevano fornito il maggior numero di vincitori, con i tributi del 4 e dell’11, pesca e agricoltura, a contendersi spesso la vittoria. Coriolanus aveva sperato nell’1 o nel 2, ma nessuno dei due gli era stato assegnato, fatto divenuto ancora più oltraggioso quando Sejanus Plinth aveva ottenuto il ragazzo del Distretto 2. Il Distretto 4 passò senza alcuna menzione del suo nome e l’ultima vera possibilità per un vincitore – il ragazzo del Distretto 11 - andò a Clemensia Dovecote, figlia del segretario delle energie. A differenza di Livia, Clemensia accolse la notizia della sua fortuna con tatto, spostando il lenzuolo di capelli corvini sulla spalla mentre prendeva nota del suo tributo sul proprio taccuino.

Qualcosa non andava se uno Snow, che era anche uno degli studenti d’onore dell’Accademia, non era stato chiamato. Coriolanus stava iniziando a pensare di essere stato dimenticato – forse gli avrebbero conferito un incarico speciale? – quando, con orrore, sentì Dean Highbottom borbottare, “E, ultima e meno importante, la ragazza del Distretto Dodici… va a Coriolanus Snow.”

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