Read Along: leggete il commento al capitolo 13


L’iniziativa Read Along, la rilettura e il commento di ciascun capitolo de La Ragazza di Fuoco, prosegue. Oggi è la volta di ripercorrere il capitolo 13 del libro. Scopriamo insieme cosa accade in queste pagine!

CAPITOLO 13 – La reazione di Katniss all’annuncio dell’Edizione della Memoria

In questo capitolo (pag. 172 – 184):
Katniss reagisce alla notizia del suo ritorno nell’Arena per la 75° edizione degli Hunger Games, ritorno che sovverte le regole dei Giochi per le quali i vincitori delle passate edizioni sono immuni dalla Mietitura. Dopo aver bevuto con Haymitch e aver tentato timidamente di reagire, Katniss dà ascolto a Peeta, secondo il quale il modo migliore per prepararsi a ciò che li aspetta è allenarsi. Inizia così il loro allenamento per i Giochi. Alla fine del capitolo, assistiamo alla Mietitura del Distretto 12.

In Hunger Games, il Presidente Snow aveva riconosciuto che per sottomettere un popolo, ma far sì che la sottomissione non si trasformi ben presto in ribellione doveva concedergli speranza, ovvero la possibilità di credere in un domani migliore e la convinzione che rispetto e lealtà verso il potere siano sinonimi di salvezza.

In questo tredicesimo capitolo de La Ragazza di Fuoco, è la stessa persona che tempo fa ha scelto di concedere quella speranza, il Presidente Snow, che decide bruscamente di soffocarla:

“[...] noi siamo l’autentica incarnazione della speranza là dove la speranza non esiste. E ora ventitré di noi verranno uccisi per dimostrare che persino quella speranza era un’illusione.” – Katniss

Questo perché la speranza di una ribellione è diventata molto più di un semplice desiderio taciuto e proibito; con Katniss è diventata una concreta possibilità e ogni possibilità di vendetta va eliminata.

Il capitolo 13 segue l’annuncio dell’Edizione della Memoria, l’ennesima sadica trovata di Snow per offrire divertimento all’insaziabile popolo di Capitol City e sbarazzarsi, una volta per tutte, della scomoda presenza di Katniss.
La nostra protagonista reagisce alla notizia fuggendo lontano, in un istintivo bisogno di rimanere sola per metabolizzare cosa significa ritornare un’altra volta nell’Arena. Ma ciò che la preoccupa di più è il fatto di ritrovarsi a combattere, in questo gioco mortale, affiancata ancora una volta da Peeta.

È con questa preoccupazione in mente che si dirige da Haymitch per chiedergli di offrirsi come tributo al posto di Peeta. Questo perchè, a differenza delle scorse edizioni dei Giochi, la 75° prevede che siano scelti i tributi tra i passati vincitori e il Distretto 12 ha una sola vincitrice donna, Katniss, e due vincitori uomini, Peeta e Haymitch. Certo, il disperato tentativo di Katniss (“Forse dovresti essere tu ad andarci [...] In ogni caso tu la odi, la vita”) di risparmiare la vita di Peeta convincendo Haymitch a offrirsi al suo posto non è dei più eleganti, ma ancora una volta notiamo come il suo pensiero vada prima a tutelare la vita degli altri e poi alla sua.

Haymitch, per quanto spesso ubriaco e quindi difficilmente portavoce di un pensiero lucido, si dimostra invece un personaggio che ragiona sì in modo cinico e spietato, ma dando forma a quelli che spesso sono i pensieri del lettore: “Potresti vivere cento vite e ancora non lo meriteresti, lo sai?”, dice rivolto a Katniss parlando di Peeta. E ognuno di noi, non può nascondere di aver fatto, in un momento o in un altro del libro, questo pensiero. Alla fine della chiacchierata con Haymitch, Katniss gli strappa la promessa che otterrà il suo aiuto per salvare e proteggere Peeta.

Dopo essere fuggita da casa per non dover affrontare il dispiacere della madre e della sorella alla notizia dell’Edizione della Memoria, Katniss torna e lì trova Gale ad abbracciarla. La sua soluzione a quanto sta per accadere è molto semplice: fuggire. Ma Katniss sa che ormai è troppo tardi per improvvisare una fuga. Lei ha delle responsabilità alle quali non si può sottrarre:

“- Non è troppo tardi – dice (Gale).
Sopra la sua spalla vedo mia madre e Prim aggrappate l’una all’altra nel vano della porta. Noi scappiamo. Loro muoiono. E adesso ho anche Peeta da proteggere. Fine della storia. – Sì, lo è -”

Quello che stupisce è la reazione della madre e di Prim, due donne che per diversi motivi sono state presentate come personaggi estremamente vulnerabili: la madre perché reduce dalla fase depressiva in cui si è ritrovata dopo la morte del marito, Prim perché è solo una bambina. Ma la Prim che riscopriamo ne La Ragazza di Fuoco è tutt’altra persona:

“Guardando Prim, è difficile credere che si tratti della stessa ragazzina delicata che lasciai il giorno della mietitura, nove mesi fa. Quella prova e tutto ciò che è accaduto in seguito – la crudeltà del distretto, la lunga fila dei malati e dei feriti che ormai lei cura da sola quando mia madre è troppo impegnata per farlo – l’hanno invecchiata di anni.” – Katniss

L’impegno con cui si dedica alla gente del suo distretto è qualcosa di toccante per una ragazzina della sua età e, se in Hunger Games Katniss si è offerta volontaria ai Giochi per proteggerla, d’ora in poi sarà Prim a tentare di proteggere e dare forza alla sorella.

Vediamo Peeta, per la prima volta in questo capitolo, a casa di Haymitch dopo che ha versato tutto il liquore della scorta del mentore nello scarico. Sarà lui a dare una metaforica scrollata a Haymitch e Katniss, che sembrano ormai non trovare altra reazione se non autocommiserarsi. Peeta, al contrario, appare risoluto, deciso e incredibilmente forte davanti alla notizia appresa:

“Comunque vada a finire, due di noi saranno di nuovo nell’arena con l’altro come mentore. Non possiamo permetterci di avere ubriaconi in questa squadra. Soprattutto non tu, Katniss.” – Peeta

Peeta suggerisce di riguardare le registrazioni degli Hunger Games passati per conoscere meglio i loro futuri avversari e di allenare il proprio fisico in vista del ritorno nell’Arena, dove conta certamente la solidità mentale, ma anche la preparazione fisica. Ogni persona a loro vicina collabora nel tentativo di rimetterli in forma (Prim, la madre di Katniss, Madge, perfino Gale), ma l’allenamento non ha molti risultati con Haymitch che da troppo tempo è abituato agli agi di vincitore:

“E si penserebbe che un tizio che ogni notte dorme col coltello in mano sia capace di lanciarne uno e colpire il muro di una casa, ma le sue mani tremano a tal punto che ci vogliono settimane per riuscire anche in una cosa così semplice.” – Katniss

Verso la fine del capitolo, Katniss ha la possibilità di trascinare il lettore, ancora una volta, nel suo vortice di indecisione tra Peeta e Gale. Se anche Gale si ritrova ad ammettere che è difficile competere con Peeta (“Sarebbe meglio se fosse più facile odiarlo”), Katniss continua a non riuscire a prendere una decisione.
Quello che pensa di dire a Gale il giorno in cui dovrà allontanarsi da lui sembra convincere i lettori del suo sentimento per lui:

“In effetti ho in mente un paio di cose da dirgli dopo la mietitura, quando ci verrà concessa un’ora per i saluti. Ossia fargli sapere quanto è stato importante per me in questi anni. Quanto la mia vita sia stata migliore per averlo conosciuto. Per averlo amato, anche solo nel misero modo in cui riesco ad amarlo.” – Katniss

Ma le certezze di questo sentimento crollano nel momento in cui ammette che l’affetto che prova per lui è solo un sentimento misero rispetto all’amore che Gale nutre nei suoi confronti.

Le ultime righe del capitolo sono dedicate alla Mietitura del Distretto 12. Rispetto a quello che avverrà nel film (stando a quanto abbiamo già potuto vedere nel trailer), Katniss non reagisce con disperazione alla sua estrazione e all’allontanamento forzato dalla famiglia, ma si rivela piuttosto rassegnata. Forse la Mietitura meritava una descrizione più dettagliata e per questo siamo fiduciosi che il film possa far emergere tutto quello che manca in questa conclusione di capitolo.

Se vi siete persi i precedenti commenti dei capitoli, li trovate ai link seguenti:

CAPITOLI 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12

Seguite il prossimo appuntamento con il Read Along che verrà commentato da Lega Tributes il 16 ottobre!

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